Notturno Italiano
Un viaggio alla scoperta dei Notturni di Sgambati, Martucci e Rendano
Notturno Italiano è un percorso di ascolto attraverso la musica, oggi dimenticata, di tre dei maggiori esponenti del romanticismo pianistico italiano: Giovanni Sgambati, Giuseppe Martucci e Alfonso Rendano. Le esperienze musicali dei tre compositori, coetanei, si sono intrecciate attraverso i loro percorsi artistici e la comune vicinanza, spesso tradotta in un rapporto di amicizia, con Franz Liszt e Sigismund Thalberg. La loro propensione verso la musica strumentale, in un periodo dominato dal melodramma, e l’impegno profuso nel divulgare in Italia la musica d’oltralpe, in particolare tedesca, è il punto di incontro tra i tre musicisti. Figure poliedriche di compositori, pianisti e direttori d’orchestra impegnati nel rinnovamento della musica strumentale in Italia, Sgambati, Martucci e Rendano hanno scritto la loro musica ispirandosi al filone del romanticismo e tardo romanticismo tedesco (in particolare Liszt, Wagner e Brahms) mantenendo sempre una cantabilità tutta italiana delle idee musicali nelle loro opere, in gran parte dimenticate per tutto l’arco del ‘900.
Notturno italiano vuole far conoscere al pubblico la musica dei tre compositori attraverso l’ascolto dei loro notturni. E proprio il genere del notturno è il fil rouge che cuce insieme il repertorio proposto: la scelta dei brani è pensata per far emergere il lato più lirico dei tre compositori, attraverso opere con uno spiccato carattere vocale, dal gusto tutto italiano, che a tratti sembrano avere una contaminazione reciproca.
Il programma è articolato in tre parti, ognuna dedicata a un compositore. La prima introduce il pubblico al lirismo romantico dei sei Notturni di Sgambati (i tre Notturni op. 20, il Notturno op. 33, il Notturno op. 3 e il Notturno Per l’album di Bellini), una raccolta tutta da riscoprire nel corpus del compositore romano, in particolare per l’autenticità e la leggerezza dei temi dal gusto cantabile tipicamente italiano, sorretti da un’armonia che in alcuni momenti ricorda quella lisztiana. Il tratto vocale delle opere di Sgambati passa con naturalezza ai due Notturni op. 70 di Martucci, dove si tinge di una dolce malinconia e di uno stato d’animo più intimo e profondo, che emerge in particolare nel Notturno in Fa diesis minore. La malinconia che caratterizza le composizioni di Martucci accompagna l’ascolto verso le composizioni di Rendano (Notturno in Mi maggiore e Notturno in La bemolle maggiore), dove l’intimità martucciana si trasforma in uno stato d’animo più turbolento e agitato, che tende ad allontanarsi dal lirismo per dare spazio a una scrittura pianistica più densa, articolata in sezioni dal carattere contrastante.
Il programma del Notturno è Italiano, perché l’Italia costituisce lo scenario culturale e musicale a cui il percorso fa riferimento, e il genere del notturno, firmato da Sgambati, Martucci e Rendano, ne rappresenta il cuore pulsante.